
6)Origene. Utilit della filosofia.
    Pur riconoscendo i limiti della filosofia dei Greci, Origene
le attribuisce un ruolo importante: da un lato come mezzo per
integrare il cristianesimo e dall'altro come mezzo per
avvicinare alla fede

fonti diverse (vedi manuale pagina 219).

a) Insufficienza del pensiero greco (Contra Celsum, I, 2).

    Dai suoi [di Celso] detti bisogna dedurre per la difesa delle
verit cristiane che, se qualcuno formato alle discipline greche
ed esercitato in esse passer a noi, egli non solo giudicher vere
le cose che crediamo, ma le raffermer con il peso delle ragioni e
aggiunger quello che appare mancante, affinch secondo il metodo
e le leggi delle scuole greche possano essere dimostrate. Ma
aggiungo che la dottrina cristiana pu essere dimostrata con una
sua propria ragione. Divina  questa ragione, e la dialettica dei
Greci non pu nemmeno paragonarsi ad essa. Essa consiste, insegna
l'Apostolo (Prima epistola ai Corinzi, secondo, 4), nella
dimostrazione dello Spirito e della Potenza. Lo Spirito per le
profezie, la cui perspicuit ed evidenza pu persuadere ogni
lettore a credere quelle cose che si riferiscono a Cristo; la
Potenza per i miracoli, di fronte ai quali la forza e il dominio
della produzione si trova presso i cristiani

b) Difesa della filosofia (Contra Celsum, I, 15).

    L'Apostolo non dice in assoluto che la sapienza  stoltezza
presso Dio, ma la sapienza di questo mondo. N dice in assoluto:
se qualcuno sembra essere sapiente tra voi diventi stolto, ma
diventi stolto in questo mondo, affinch sia sapiente. Diciamo
dunque sapienza di questo mondo quella filosofia che  tutta piena
di false opinioni e che secondo le Scritture si rende inutile e
superflua. N chiamiamo assolutamente stoltezza quella buona, ma
quella con cui uno sembra stolto a questo mondo; in questo senso
un platonico, che ammette l'anima immortale e crede che essa passi
da un corpo all'altro, lo diremmo stolto nei confronti degli
stoici, dei peripatetici e degli epicurei; degli stoici, che
mettono in ridicolo queste dottrine; dei peripatetici, che
deridono le profondit di Platone; degli epicurei infine, per i
quali sono superstiziosi coloro che ammettono la provvidenza e
prepongono Dio a tutte le cose. Inoltre anche secondo la nostra
dottrina  meglio essere persuasi dalla ragione e dalla sapienza
che dalla semplice fede

c) La sintesi di fede e di filosofia (Epistola ad Gregorium).

    Io vorrei che tu con tutte le forze della tua buona indole ti
dedicassi alla dottrina cristiana come ad una missione; per
conseguire tale scopo desidererei che tu adoperassi, come aiuto
dalla filosofia dei Greci, quelle discipline che sono
enciclopediche e come un preludio al cristianesimo; e inoltre
dalla geometria e dalla astronomia tutte quelle nozioni che sono
utili alla interpretazione delle Sacre Scritture, in modo che
quanto insegnano i filosofi sulla geometria, sulla musica, sulla
grammatica, sulla retorica e sull'astronomia come aiutanti della
filosofia, noi lo diciamo della filosofia nei confronti del
cristianesimo

 (Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1966, volume V,
pagine 88-89).

